Nasco all'ospedale San Luca, a Piazza dei Mirti, in una piccola zona di Centocelle. Mamma Susanna e papà Gianni sono due impiegati; abitiamo nello stesso palazzo di zia Laura, di Ilario e di mia cugina Serena. Alla nascita mi prescrivono subito una terapia alimentare, e la felicità di essere guarito comincia a girare per casa con una pizza in mano.
Poco prima dei tre anni i miei mi affidano a nonna Eufemia, che abita a via dei Castani. Avanti e indietro tra la sua via e la nostra piazza: è lei a farmi il primo bagnetto, ed è lei che ritrovo ogni mattina all'asilo. La mia prima parola non è "mamma": è nonna. L'ho detta la settimana in cui i miei erano partiti e io ero rimasto da lei.
Nonno Angelo se ne va quando compio il primo anno. Di lui mi restano i video girati in casa e i racconti della guerra: catturato dagli inglesi, mai piegato, tornato senza un rene.
Ci sono ricordi che non hai vissuto e che comunque ti costruiscono.
A cinque anni ci trasferiamo a Casal de' Pazzi. A sei entro alla scuola elementare Giovanni Falcone: mio padre mi accompagna per mano e io gli chiedo, mentre camminiamo verso il portone, come farò a imparare quello che ancora non so. Da lì le domande non si sono più fermate.
Non sto a elencare tutto quello che è successo dalle elementari in poi, il bullismo compreso: non basterebbero trentacinque anni di pagine. Dico solo che ne sono uscito, e che è per questo che scrivo.
Le tappe
Una vita in dieci fermate.
Roma, ore 16:09
Nasco all'ospedale San Luca. Centocelle, Piazza dei Mirti, il palazzo di famiglia.
Nonna Eufemia
Via dei Castani diventa la mia seconda casa. La prima parola che dico è il suo nome.
La scuola Giovanni Falcone
Il primo giorno, per mano a papà, e la domanda che mi porto dietro da allora.
Mirko, Riccardo, Marco
Cortili, Game Boy, Fifa 98 e i pomeriggi passati a finire i livelli che nessuno finiva.
La campagna di Zagarolo
Il canestro appeso all'albero, gli gnocchi della nonna, i vigili del fuoco, le vespe. Un terreno che ho amato e che poi abbiamo venduto.
Arriva Spillo
Il cane che avevo desiderato per anni. Restiamo insieme tredici anni, correndo nei parchi.
Nuoto pinnato
50 e 400 metri alla quarta gara regionale: primo posto ed entrata nel circuito.
La prima apnea
Fasano, 50 metri in dinamica: arrivo penultimo. Poi Perugia, e arrivo primo.
La terra, di nuovo
Alberi da frutto, limoni, mimose. Coltivare come risposta al cambiamento climatico.
Romeo, Camilla ed Evanna
Due gatti che sono famiglia, e le poesie che scrivo ogni giorno per la mia ragazza.

Il filo
Dove finisce il racconto
comincia lo sport.
Nel mio percorso ho trovato sport che mi fanno stare bene e persone — e animali — che mi hanno tenuto a galla. Il resto sono capitoli che aggiungerò col tempo.
